Ciao

sono Luigi Di Liberto (dilling), il responsabile  di TNT Village, l'unica piattaforma al mondo di scambio etico. Sto contattando gli iscritti che hanno contribuito con un certo numero di messaggi alla piattaforma e i donatori. Se non senti alcun interesse nella cosa, scusami e cancella pure il mio messaggio (e usa il link in fondo se non vuoi riceverne altri).

In questi mesi difficili per il villaggio, con un processo sulle spalle e notevoli problemi tecnici, con i miei amici più stretti ci siamo interrogati se fosse il caso di continuare la nostra battaglia.

Anticipo subito la conclusione di questo lungo messaggio: la risposta è sì e io vorrei che tu mi aiutassi dedicando un po’ del tuo tempo “fisico” ad un bello (e pazzo) progetto: portare i “pirati come noi” al parlamento europeo animando un «Comitato TNT per il Partito pirata» nella tua città per sostenere la campagna elettorale a cui parteciperò anche io. I pirati saranno sulla scheda elettorale poiché sono esentati dalla raccolta firme avendo un parlamentare europeo eletto nella scorsa legislatura con il simbolo del Partito pirata. Questo messaggio spiega il motivo di questo nostro, e speriamo anche tuo, impegno. Se vorrai essere dei nostri compila questo form:

https://m.tntcity.org/form-comitati

Il nuovo copyright europeo appena votato al Parlamento europeo ha di fatto dichiarato la morte di TNT Village. Chiuderemo nei tempi tecnici necessari a meno di rilanciare l'impegno per superare questo momento. Oggi più che mai è necessaria la vostra presenza.

E ora la lunga storia:

I risultati - In questi anni noi di TNT abbiamo visto notevoli risultati che rivendichiamo con orgoglio, le piattaforme dei contenuti come Youtube, Netflix, Spotify o iTunes, sono tutte nate dall'humus delle reti peer-to-peer e hanno contrastato, vincendo, lo strapotere dei possessori dei contenuti cioè quelli che un magistrato italiano ha chiamato oligopoli improduttivi della conoscenza.

Questo è bene ma non ci è sufficiente. La battaglia di TNT Village non era limitata alla rivendicazione di costo basso.

Queste piattaforme hanno reso l'accesso ai contenuti meno oneroso e di questo siamo contenti, ma certamente non hanno cambiato nulla rispetto alla proposta qualificante di TNT: il diritto alla conoscenza, ovvero l'idea che ciascuno di noi sia in una certa misura proprietario dei propri ricordi e abbia il diritto di condividerli.

La battaglia - La battaglia di TNT continua quindi inalterata: non si può pensare di costruire una vera società della conoscenza quando la conoscenza è imprigionata dagli editori per un periodo superiore a quello di una vita umana.

TNT Village sta promuovendo una nuova regolazione che permetta lo scambio tra privati non a scopo di lucro. Lo scambio dovrebbe essere possibile dopo un congruo periodo di tempo per permettere una corretta remunerazione degli investimenti necessari alla realizzazione delle opere creative in regime di esclusiva. Anche nel periodo di scambio etico i possessori dei diritti continuerebbero ad avere ogni esclusiva commerciale sulle opere tranne che per la manifestazione nello stato in cui viene rilasciata pubblicamente su supporto fisico o online.

Ferme quindi restando le attuali limitazioni temporali del copyright, TNT chiede che diventi legale quello che noi chiamiamo scambio etico eventualmente a fronte di un equo compenso generalizzato che copra anche la diffusione online senza scopo di lucro come già avviene per i dispositivi di memorizzazione. Con l’attuale diffusione delle reti a larga banda questo potrebbe trasformarsi in frazioni di centesimi sui costi al megabyte delle connessioni Internet.

Questo permetterà ad una comunità come la nostra (che veramente non fa nulla di male) di uscire da questa area grigia e dedicarsi più tranquillamente a ciò che ci interessa di più: la conservazione della conoscenza. Cosa che ormai né editori né bibliotecari hanno più la possibilità di fare. Solo uno sforzo comune e collettivo può affrontare quest’impegno.

Avversari e alleati - Abbiamo degli avversari, com’è ovvio, e sono quel piccolo manipolo di potenti editori e di produttori, e le loro organizzazioni di rappresentanza, che sono sempre più incarogniti dall’incapacità di innovarsi e che si sentono accerchiati da un mondo che viaggia proprio ad un’altra velocità. Purtroppo hanno vaste quantità di soldi che invece di usare per migliorare se stessi usano per manipolare politici e opinione pubblica a proprio favore.

Piccoli editori e soprattutto gli autori sono attratti dalla distribuzione peer-to-peer a fronte dei magri guadagni e dell’incapacità di raggiungere una buona distribuzione per le loro opere che l’industria dei contenuti gli può oggi riservare. Purtroppo in mancanza di un quadro definito del diritto non possono certo rischiare anche quel poco che hanno. Facciamo quello facciamo anche per loro.

Adesso abbiamo però un insospettabile sostenitore: la Commissione Europea che ha commissionato uno studio (costato 300.000 euro) che avrebbe dovuto condannare il file-sharing ma che invece, sulla base di una rigorosa metodologia scientifica, non fa che sostenere quello che TNT Village sostiene politicamente da anni: lo scambio, ed in particolare lo scambio etico che pone dei limiti temporali alla condivisione delle opere, non solo non influisce negativamente sui profitti ma addirittura positivamente. Questo studio è in linea con altri studi simili prodotti dalla comunità scientifica, ma ha una particolarità: dopo la sua produzione è stato nascosto per alcuni anni dalla Commissione Europea ed è stato reso pubblico solo grazie alla caparbietà della parlamentare europea del Partito pirata Julia Reda che ha “scovato” il documento grazie ad un accesso agli atti che altrimenti erano stati secretati.

Alle elezioni! - In segno di riconoscenza per il lavoro svolto nel Parlamento Europeo da Julia Reda e dal Partito pirata mi sono dichiarato disponibile ad aiutare il Partito pirata per la campagna e per ogni altra attività potesse portare l’idea dello scambio etico ad essere più diffusa.

Questa comunità è stata la mia vita negli ultimi 14 anni e mi è stata vicina anche nei momenti più duri della mia malattia. Aspiro quindi a vedere presto una soluzione positiva della battaglia per questo non voglio lasciare nulla di intentato.

Ho dato la mia disponibilità al Partito pirata a candidarmi nelle liste per le elezioni europee del 26 maggio, anche se avevo molte remore.

I miei dubbi - Non avevo dubbi sui compagni di strada che, bisogna dare atto, hanno lavorato molto bene al Parlamento europeo e hanno ottenuto significativi risultati in Germania (fino al 9% in alcuni lander), in Repubblica Ceca dove hanno eletto il sindaco di Praga e 22 parlamentari e in Islanda dove sono stati chiamati addirittura a formare il governo.

I miei dubbi erano legati al mio personale percorso di vita che, temevo, potesse pesare su una proposta politica del Partito pirata che, spero abbiate tempo e voglia di scoprire, è seria e rispettabile e potesse porre dei problemi ai miei compagni di via.

https://www.partito-pirata.it/ceep19

Nella mia attività politica con TNT Village e prima con il movimento antiproibizionista non sono mai stato solo uno spettatore, provengo da una tradizione di lottatori che non si sono mai fatto scrupolo di rischiare in prima persona, anche tutto se necessario, per le proprie idee.

Se TNT Village continua a vivere dopo 14 anni alla luce del sole dopo le numerose aggressioni legali che abbiamo ricevuto è soprattutto grazie a ciascuno di voi che non si è lasciato intimidire e mi ha dato la forza di presentarmi ogni volta in tribunale per cercare di mantenere il punto che quello che deve essere la legge vera e scritta a vincere e non le fantasiose interpretazioni de i nostri avversari. Ringrazio quindi i giudici che nel comminarmi le giuste pene hanno sempre seguito la loro coscienza e reso vivo e vitale quel po’ di stato di diritto che ancora esiste in Italia.

Ma oggi va di moda “l’onestà” e quindi il mio curriculum, avevo paura, sarebbe impresentabile.

In Europa coi Pirati - Non è stato di questo avviso il Partito pirata italiano che ha accolto entusiasticamente me e la mia, la nostra battaglia, fino a farne una delle ragioni principali della presentazione di una lista che è tutta centrata sulla società della conoscenza.

I miei guai giudiziari sono cicatrici di una lotta durata tutta una vita fatta di cadute ma anche di riscosse che ha trovato nella battaglia del copyright alla testa di TNT Village il suo compimento definitivo.

L’Europa dei prossimi anni si troverà a decidere questioni fondamentali nel campo dei diritti umani alla conoscenza. Su questo, noi di TNT abbiamo voce in capitolo per aver rappresentato meglio di tanti altri in questo campo la volontà popolare contro le lobby che hanno progressivamente reso peggio la società della conoscenza in Italia.

Adesso aiutami! - Tu sei uno dei circa seimila contributori più attivi di TNT, probabilmente hai delle idee politiche molto diverse dalle mie e hai già deciso di sostenere qualche altro partito, o forse di non votare proprio per lo schifo di questa politica che si divide tra farabutti e dilettanti. Io sono l’ultima persona che vuole dare un giudizio sulle tue scelte.

Vota pure chi ti pare, o non votare ma chiedi a te stesso se forse non è venuto il momento di fare qualcosa per TNT Village e, forse, per l’Italia o l’Europa.

Il Partito pirata è composto da un piccolo manipolo di persone pratiche che si sono impegnate per portare nella politica il realismo necessario a fare scelte ponderate sulla base della conoscenza. Nei vari paesi europei hanno contribuito ad affrontare i problemi più importanti che sono quelli della conoscenza, che è ormai la componente principale che dà lavoro alle persone e gli permette una vita piena e dignitosa, dell’ecologia e dell’ambiente perché non possiamo più permetterci di sprecare le poche risorse pulite che abbiamo e dobbiamo via via recuperare quello che lo sfruttamento selvaggio ha distrutto e della giustizia senza la quale i nostri stati non poggiano più su fondamenta civili.

Hanno costruito un movimento veramente transnazionale e federale che ha una assoluta vicinanza con le nostre battaglie certamente. Aiutiamoli, adesso!

Te lo dico con molta chiarezza, quello che mi attrae di quest’impegno non è la speranza di essere eletto ma che potremmo far uscire la battaglia dello scambio etico dalla nicchia in cui è rimasto rinchiuso (se vuoi anche per i miei personali limiti non fatico ad ammettere). L’idea che i pirati italiani riescano a mostrare al Partito pirata in Europa che questo è un tema interessante su cui lavorare vale la pena di quest’impegno.

Ma non ce la farò senza di te. Io sono uno, faccio quello che posso e anche con i miei amici più stretti possiamo veramente poco. Abbiamo bisogno del tuo aiuto.

Non possiamo pensare che la stampa o le televisioni ci diano una mano e non abbiamo soldi da sprecare nei social media (pure se ce li avessimo non lo faremmo comunque). Ma abbiamo… te. Io non so come puoi aiutare, spetta a te essere creativo nei prossimi due mesi in cui non avremo probabilmente neppure il tempo di risponderti per le tante cose che stiamo già facendo. Ma io so che tu saprai inventarti un modo per aiutare la nostra causa.

Grazie,

Luigi Di Liberto



PS - Forse hai recentemente ricevuto un altro messaggio che ho spedito sulla campagna di pressione sui parlamentari europei per la riforma sulla legge del copyright (se non lo hai ricevuto puoi leggerlo qui). È stato spedito a tutti gli iscritti a TNT Village, ma non so se tutti l’hanno ricevuto. Sta dando un contributo significativo alla campagna del Partito pirata per evitare l'approvazione della nuova direttiva sul copyright che, detto molto semplicemente, ci vedrà costretti a chiudere. Attivati per aiutare la campagna qui:

https://www.partito-pirata.it/2019/03/questa-primavera-salviamo-internet/












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